Feste e Famiglie
Quanto costa un mago per bambini? Il lavoro che non si vede dietro uno spettacolo
Quanto lavoro c’è dietro un’ora di magia? Costi, scenografie, attrezzi, prove, animali e logistica che costruiscono uno spettacolo professionale.

Quanto costa un mago per bambini?
È una delle prime domande che mi vengono fatte quando una famiglia sta organizzando una festa di compleanno. La risposta più semplice sarebbe dare un prezzo.
Per i miei spettacoli destinati alle feste private si parte indicativamente da 250 euro, con formule più agili come Grosso Guaio Light, e si può arrivare intorno ai 500 euro, a seconda della produzione, della location, della distanza e delle esigenze dell’evento.
Per teatri ed eventi pubblici, dove cambiano dimensioni, allestimento, organizzazione ed esigenze tecniche, le mie produzioni possono indicativamente collocarsi tra 500 e 1.000 euro.
Ma per capire davvero quanto costa un mago per bambini, non basta guardare il numero scritto sul preventivo. Bisognerebbe vedere cosa succede durante tutto il tempo in cui il pubblico non c’è.
Perché un’ora di spettacolo non è un’ora di lavoro. È soltanto l’ultima ora di un processo molto più lungo.
Quanto costa un mago per bambini?
Non esiste un prezzo universale valido per tutti gli spettacoli e per tutti gli artisti.
Quando si confrontano due preventivi bisogna innanzitutto capire cosa viene realmente portato all’evento.
Ci può essere una formula essenziale oppure una produzione con personaggi, scenografie, costumi, attrezzatura, musica, effetti, animali quando previsti, impianto audio e luci e una struttura narrativa costruita appositamente.
Nel mio caso porto avanti contemporaneamente diverse produzioni. Guarda gli spettacoli di magia per bambini e ragazzi.
Questo significa che non esiste una sola valigia che apro indifferentemente a ogni evento. Ogni spettacolo ha una propria identità.
Gli attrezzi: tra case magiche, artigiani e costruzioni su misura
Nel mondo dell’illusionismo esistono aziende specializzate nella produzione di attrezzi per maghi, tradizionalmente conosciute anche come case magiche. Alcuni effetti sono standardizzati e possono essere acquistati dai professionisti.
Poi esiste tutto il mondo delle costruzioni home made, delle modifiche e degli oggetti realizzati appositamente da artigiani e costruttori.
Un’idea deve essere studiata. Bisogna capire come realizzarla, costruire il meccanismo, provarlo, modificarlo e ricominciare. E qualche volta bisogna ammettere che non funziona.
Nel mio magazzino ci sono attrezzi sui quali ho investito tempo e denaro e che non sono mai arrivati davanti al pubblico perché non facevano esattamente ciò che volevo.
Anche un esperimento fallito ha avuto un costo.

Quando si cerca di capire quanto costa un mago per bambini, anche progettazione, materiali, prototipi, scenografie e rinnovo delle produzioni fanno parte del lavoro che precede l’evento.
Più produzioni significano mondi differenti
Quando si lavora professionalmente con più spettacoli, il materiale deve essere continuamente mantenuto, adattato e rinnovato.
Cambiano i costumi, gli attrezzi, le scenografie, gli effetti speciali e le esigenze audio e luci. E cambiano anche gli spettacoli stessi.
Ogni anno modifico parte del mio lavoro sulla base di quello che accade davanti al pubblico, delle richieste che ricevo e di ciò che voglio migliorare artisticamente.
Il pubblico vede il risultato. Non vede i mesi durante i quali quell’oggetto, quella scena o quell’effetto sono stati pensati e preparati.

Una scenografia non è soltanto uno sfondo
Le scenografie dei miei spettacoli partono da un concept e vengono realizzate graficamente su misura.
Per alcune produzioni ho fatto realizzare anche le quinte, in modo da dare profondità alla scena e creare uno spazio che facesse realmente entrare il pubblico nel mondo dello spettacolo.
C’è poi un aspetto meno spettacolare ma fondamentale: la sicurezza. Presto particolare attenzione ai materiali utilizzati e alle caratteristiche necessarie per poter lavorare negli spazi destinati allo spettacolo.
Per me la sicurezza non deve diventare importante soltanto quando entro in un teatro. Deve esserlo anche quando lavoro in un contesto privato.

Ogni storia ha bisogno dei propri oggetti
Anche i props vengono pensati in funzione dello spettacolo.
Ne La Vera Storia dello Stregatto, per esempio, gli oggetti appartengono al mondo narrativo di Alice e dei suoi personaggi.
Ne L’Apprendista dell’Impossibile compare invece la Statua della Verità, realizzata appositamente per quella produzione.
La magia deve accadere perché la storia ne ha bisogno.
Non voglio costruire una storia soltanto per trovare una scusa per mostrare una successione di effetti. Voglio che sia l’effetto a diventare parte della storia.

Prima dell’illusionismo viene anche il teatro
Il mio modo di stare sul palco non nasce soltanto dallo studio della magia.
Il teatro fisico fa parte del mio percorso di formazione e ha influenzato profondamente il modo in cui oggi costruisco e interpreto uno spettacolo. Puoi leggere il mio percorso tra teatro e illusionismo.
Chi vuole andare ancora più indietro può trovare documenti, locandine, fotografie e materiali delle diverse fasi del mio percorso nel mio archivio storico.
Teatro significa movimento, ritmo, presenza scenica e capacità di ascoltare quello che sta succedendo davanti a te.
Le generazioni cambiano. Cambiano i riferimenti, i comportamenti, i tempi di attenzione e il modo in cui una storia deve essere raccontata.

Scrivere uno spettacolo di magia: il trucco viene dopo la storia
Uno spettacolo, per me, non nasce mettendo in fila una serie di giochi di prestigio.
Prima bisogna capire che cosa voglio raccontare, chi è il personaggio, quale mondo deve vedere il pubblico e perché, proprio in quel momento della storia, deve accadere qualcosa di impossibile.
Quando costruisco una produzione penso alla storia, ai personaggi, ai tempi, ai momenti comici, al rapporto con il pubblico e naturalmente agli effetti magici. Cerco di fare in modo che tutti questi elementi appartengano allo stesso racconto.
Non parto necessariamente da un attrezzo chiedendomi: «Come posso inserirlo nello spettacolo?» Cerco di fare il percorso contrario: «Che cosa deve succedere in questa storia e quale effetto magico può farlo accadere?»
Anche la scrittura fa parte del lavoro che difficilmente viene percepito guardando soltanto la durata finale dello spettacolo.
Per questo, alla domanda quanto costa un mago per bambini non si può rispondere considerando soltanto i minuti trascorsi sul palco.
I bambini cambiano, quindi anche lo spettacolo deve cambiare
Quando lavori per molti anni con il pubblico più giovane ti accorgi che i bambini cambiano. Cambiano linguaggi, abitudini, riferimenti e modalità di partecipazione.
Il pubblico ti dice continuamente cosa funziona: attraverso una risata, un silenzio, una risposta inaspettata o un momento nel quale senti che devi cambiare ritmo.

Gli animali sono la parte più delicata del mio lavoro
Poi c’è una parte completamente diversa: gli animali.
Qui non stiamo più parlando di attrezzi. Stiamo parlando di esseri viventi.
Quando scegli di lavorare con un animale non puoi occupartene soltanto quando devi salire sul palco. È l’artista che deve essere a disposizione dell’animale e non l’animale a disposizione dell’artista.
Significa conviverci, pulire, alimentare, osservare, allenare, manipolare e costruire un rapporto. Ogni giorno.
Più di 35 colombe e un rapporto costruito ogni giorno
Oggi vivo con più di 35 colombe, alle quali ho dedicato circa 90 metri quadrati di spazio nella mia casa nel bosco.
Avere molti animali significa anche poter organizzare delle rotazioni. Se durante una settimana ci sono più spettacoli, non considero corretto utilizzare continuamente lo stesso piccolo gruppo di colombe.
C’è poi il lavoro quotidiano di manipolazione e abitudine al contatto.
Durante gli spettacoli capita spesso che i bambini mi chiedano: «Ma perché le tue colombe non scappano?»
Io non taglio le ali alle mie colombe e non utilizzo sedativi per tenerle ferme. Quello che il pubblico vede è il risultato di un rapporto quotidiano fatto di abitudine, contatto e fiducia.

Con i conigli vale lo stesso principio
Anche i conigli hanno bisogno di contatto e quotidianità.
Nella mia casa sono abituati alla presenza delle persone e degli altri animali. I miei gatti, per esempio, convivono e giocano con loro.
Non considero corretto avere un solo coniglio e utilizzarlo continuamente per più spettacoli durante la settimana. Anche in questo caso organizzo una rotazione tra diversi animali.
Lo spettacolo deve adattarsi al benessere dell’animale, non il contrario.

Con i pappagalli cambia ancora tutto
Il mondo dei pappagalli è un capitolo differente.
Con animali come ara e cacatua, oltre alla costruzione del rapporto, c’è un lavoro continuo di allenamento. Il volo libero richiede preparazione. Il richiamo deve essere allenato.
Anche alimentazione, peso e stagione diventano elementi da considerare.
Mi piace fare un paragone semplice: sono un po’ come degli atleti.

Anche l’alimentazione fa parte del costo di uno spettacolo
Gli animali devono mangiare bene indipendentemente dal fatto che quella settimana ci siano uno, tre o nessuno spettacolo.
Per le colombe utilizzo un mix di granaglie selezionate che integro con misto esotico. Per i pappagalli l’alimentazione viene gestita tenendo conto dell’animale e del periodo e comprende granaglie, frutta e verdura fresca. Una parte arriva direttamente dall’orto della cascina, come lamponi e peperoni.
I conigli mangiano anche il nostro fieno e la nostra insalata.
Queste cose non compaiono sul palco. Ma fanno parte del lavoro. E fanno parte dei costi.
Anche questi aspetti aiutano a comprendere quanto costa un mago per bambini quando lo spettacolo comprende animali, attrezzature e una produzione strutturata.

Perché ho scelto di vivere in una cascina nel bosco
A un certo punto il mio lavoro e il modo in cui avevo scelto di vivere con gli animali hanno iniziato a diventare inseparabili.
Per questo ho scelto di vivere in un complesso cascinale nel Canavese, all’interno di un bosco.
Volevo creare un ecosistema nel quale il mio lavoro potesse convivere con i miei compagni di avventura.
Intorno alla cascina vive anche la fauna del bosco: volpi, cervi, daini, faine, cinghiali e ghiri. Nelle vicinanze è presente inoltre un rifugio con altri animali.
Questa scelta significa spazio. Ma significa soprattutto tempo. Perché gli animali hanno bisogno di me anche quando non c’è nessun pubblico.

E poi bisogna portare tutto sul luogo dello spettacolo
Quando tutto è pronto rimane un ultimo problema: deve viaggiare.
Bauli, costumi, scenografie, attrezzatura, audio, luci, props e, quando la produzione lo prevede e le condizioni lo permettono, gli animali.
Per questo utilizzo un furgone che deve avere lo spazio necessario per trasportare l’attrezzatura e deve essere organizzato tenendo conto anche delle necessità degli animali durante gli spostamenti.
Si carica. Si viaggia. Si scarica. Si monta. Si prepara lo spettacolo. Si va in scena. Poi si smonta tutto, si carica nuovamente e si torna a casa.
Quando qualcuno vede un’ora di spettacolo, quell’ora è soltanto la parte visibile della giornata.
Festa in casa, teatro o grande evento: il prezzo non può essere lo stesso
Anche il luogo nel quale viene realizzato lo spettacolo cambia il lavoro necessario.
Una festa di compleanno in casa non presenta le stesse esigenze di un teatro, di una piazza o di un grande evento pubblico.
Gli spazi disponibili cambiano. Cambiano il materiale trasportabile, l’allestimento, l’audio necessario e la logistica.
Chi sta organizzando una festa in uno spazio privato può approfondire nella pagina dedicata al mago a domicilio per bambini.
Quindi, quanto costa davvero un mago per bambini?
Per i miei spettacoli destinati alle feste private si parte indicativamente da 250 euro per una formula più agile, come Grosso Guaio Light, e si può arrivare intorno ai 500 euro in funzione della produzione, dell’allestimento, della distanza e delle caratteristiche dell’evento.
Per teatri ed eventi pubblici, le mie produzioni possono indicativamente collocarsi tra 500 e 1.000 euro, in funzione delle esigenze artistiche, tecniche e organizzative.
Queste cifre riguardano il mio lavoro. Non vogliono stabilire quanto debba costare qualsiasi mago né significano che un prezzo più alto renda automaticamente migliore uno spettacolo.
Quando una famiglia confronta due preventivi, secondo me dovrebbe fare una domanda in più.
Non soltanto: «Quanto costa?»
Ma: «Che cosa comprende?»
La parte più costosa non è sempre quella che il pubblico vede
Il pubblico vede un’apparizione. Non vede le prove che l’hanno preceduta.
Vede un oggetto sul palco. Non vede i prototipi che non hanno funzionato.
Vede la scenografia. Non vede il progetto.
Vede una colomba tranquilla tra le mie mani. Non vede il rapporto costruito ogni giorno.
Vede lo spettacolo. Non vede il magazzino, il furgone, le ore di montaggio, la scrittura, l’allenamento e tutto ciò che è successo prima.
Questa è probabilmente la risposta più completa che posso dare a chi mi chiede quanto costa un mago per bambini.
Il prezzo è quello scritto sul preventivo.
Il mio obiettivo è fare in modo che, quando comincia lo spettacolo, il pubblico possa dimenticare tutto il lavoro che c’è stato prima e vedere soltanto ciò per cui è venuto:
la magia.

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